RIFLESSIONI DI UN ITALIANO IGNORANTE I°

Atto I°

Ho deciso di rompere il lungo silenzio che mi sono imposto alcuni anni or sono per i miei scritti vista la loro inanità sociale e politica, non certo perché da allora sia cambiato alcunchè ma per fissare a me stesso nella mia memoria assai labile data l’età, sensazioni, riflessioni, esperienze che mi pervengono da quest’epoca turbolenta e confusa. Non che io mi sia estraniato dalle involuzioni e dai contorcimenti di una umanità frastornata che non riesce più a ritrovare se stessa, perché immersa nell’idolatria del tecnicismo ha perso ogni contatto con l’umanesimo e la spiritualità del sapere classico.

Il diffondersi dell’intelligenza artificiale e della concomitante male interpretata scienza quantistica hanno molto contribuito a desensibilizzare le coscienze dei maggiorenti posti a guida delle comunità, orientandole sempre più verso un materialismo nichilista che, se pur cosa facilmente prevedibile, ha contribuito a creare incomprensioni e tensioni sociali. L’uso spasmodico e costante degli smart-phone ha portato i giovani all’incomunicabilità per manifesta carenza empatica e questo è forse l’esito più grave perché riguarda le società future delle quali i giovani costituiranno le basi. Oggi però intravvediamo una fievole luce nei disposti del ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara che ripropone l’insegnamento e lo studio nelle scuole delle materie umanistiche e dei valori risorgimentali che animarono i nostri avi. Si aggiunga, cosa non secondaria, che il nuovo Papa Leone IV° sta ponendo una decisa svolta alla Chiesa riconducendola ai valori del cristianesimo che plasmarono le società e le civiltà occidentali.

L’ombra nera e cupa dell’Islam che sta dilagando ovunque non osteggiata, anzi favorita, da larghi strati della popolazione asservita alle pulsioni fuorvianti della sinistra costituisce un pericolo enorme per la sopravvivenza dell’occidente, inteso come valori antropici e culturali e ne mina le fondamenta millenarie. Il cristianesimo e quindi la consapevolezza delle nostre radici giudaico-cristiane e l’assunto culturale ad esso intrinseco è il solo ed unico baluardo alla barbarie dell’Islam: se cede il cristianesimo crolla l’occidente.

Vivo con grande trepidazione la diuturna estenuante lotta ai disvalori culturali, sociali, morali dei quali le forze della sinistra sono mallevatrici nel pervicace intento di imporre i loro teoremi nella tenzone politica per il potere. Inorridisco al vedere con quanta ridanciana incoscienza e supponenza i teoreti della sinistra quotidianamente avviliscano e tradiscano la nostra e la loro Patria vilmente immiserendola e denigrandola nei rapporti internazionali. Non esiste dignità per costoro nel contrasto politico, ma solo interesse di partito e negazione a prescindere.

Ho grande nostalgia della squillante risata che un tempo intercalava il disquisire di Giorgia Meloni avvincendo i telespettatori in un’aura magica di empatica condivisione. Quella risata spontanea e cristallina non risuona più negli studi televisivi e nei salotti degli udenti perché soffocata sul nascere dalle difficoltà infinite poste dalla gestione della res publica, ovvero dalla civitas libera et sui iuris nella quale gli opponenti esprimono solo sesquipedale malvagità. Nonostante tutto questo, il viso e lo sguardo di Giorgia Meloni restano immutati nella serenità della inconfutabile parresìa di un animo puro e nel contempo di una ferrea determinazione a perseguire il bene della Nazione. Dio l’abbia in gloria.

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