Atto V°
Dall’inverecondo fermentare del verminaio della sinistra italiana fluiscono gorgoglii ed esalazioni che ammorbano non solo i rapporti interpersonali tra i maggiorenti di governo ed opposizione, ma anche appannano l’immagine politica dell’Italia compromettendo la credibilità delle sue massime istituzioni. In questo esercizio di disfattismo e diffamazione eccelle la Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che, ripetendosi in un crescendo di manifesta anti-italianità, al congresso del Partito Socialista Europeo ad Amsterdam ha avvisato gli udenti del pericolo che incombe sull’Italia di limitare la libertà di parola, dice costei, ad opera del governo di “estrema destra” (tradotto: ad opera di un governo fascista antidemocratico). Nella sua farneticante visione utilizza l’attentato a Sigfrido Ranucci per adombrare l’attentato dinamitardo al “governo fascista” di Giorgia Meloni.
Non importa se gli inquirenti e lo stesso Ranucci, escludendo ogni implicazione del governo e di Giorgia Meloni, propendano per una pista mafiosa mossa da risentimento per alcune inchieste che hanno colpito, in un recente passato, alcuni interessi di potentati mafiosi. L’importante, secondo la Schlein è infangare e danneggiare l’Italia. Nell’intento di obnubilare sul nascere probabili attacchi difensivi del governo e di tutto il centro-destra la Schlein ha deviato aprioristicamente la polemica accusando il premier Meloni di “vittimismo “per essersi permessa, come già in oltre occasioni di difendere se stessa e gli italiani dalle infamanti esternazioni ed illazioni.
La reazione di Giorgia Meloni sui social, quanto mai appropriata ed in tema è stata: “ Siamo al puro delirio. Vergogna, Elly Schlein che vai in giro per il mondo a diffondere falsità e gettare ombre inaccettabili sulla Nazione che, da parlamentare della Repubblica Italiana e da leader di partito dovresti rappresentare ed aiutare”. Nella replica di Giorgia Meloni non vi è alcun riferimento a se stessa ma solo una difesa accorata della Patria che anche la Schlein dovrebbe amare, difendere ed onorare. Dove sia il vittimismo lo vedono solo Elly e i suoi ottenebrati e faziosi sodali Antonio Misiani ed Arturo Scotto che evidentemente del termine “vittimismo” ignorano la semantica. Nella loro visione politica, capziosa e dirimente, personaggi ideologicamente tossici nell’ ostracizzazione dell’avversario politico dileggiano, umiliano e diffamano la Nazione che permette loro, senza eccezioni, di esprimersi anche aspramente nella pulsione delle loro convinzioni: e poi discettano di limitazione della libertà di parola. Costoro subpongono sempre il bene della Nazione all’interesse di partito per quanto illusorio e momentaneo.
Mi sorprende e m’infastidisce la noncuranza al tema “ vittimismo “ che anche politici di centro-destra ostentano nei dibattiti televisivi Mediaset di Rete 4 condotti da Paolo Del Debbio e da Nicola Porro: non una sola volta ho sentito alcuni di costoro rintuzzare quella stupida critica, tipica di chi non ha argomenti concreti da opporre o da proporre.
Da qualsiasi aspetto la si guardi, la realtà distopica emergente evidenzia perniciosa discrasìa intellettuale in chi vorrebbe assumere la direzione della Nazione. L’opposizione urlata, da comizio permanente o da assemblea studentesca assatanata non possono e non devono trovare spazio in un sistema democratico responsabile, dignitoso, coerente. La Schlein disse a suo tempo che non l’avevamo vista arrivare, si convinca ora che sicuramente “ cum magno gaudio” la vedremo partire.
Altro argomento sovente agitato dalla sinistra è che l’attuale governo si regge su una maggioranza fittizia, stante l’elevatissimo numero di aventi diritto al voto che non si recano alle urne. Costoro per lo più sentenziano sull’inadeguatezza del governo perché non risolve, di primo acchìto, i problemi della loro personale parrocchietta, ed osteggiano, denigrano, sviliscono, odiano a prescindere il governo che non si adegua alla loro “verità apodittica”. Senza dubbio questa è una piaga infetta che andrebbe drasticamente sanata. La cura? Interdire per la durata di quella legislatura il loro accesso al Servizio Sanitario gratuito sia per l’acquisto di medicinali, sia per le cure mediche ed ospedaliere, fatti salvi gli impedimenti provati e certificati dal SSN sottoscritti dai Carabinieri. A mali estremi, rimedi estremi.
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