Atto IV°
Ieri 11 Settembre, in ascolto del telegiornale di Mediaset su Rete 4 che documentava la partenza da Siracusa delle barche italiane che andranno a congiungersi con la Flottilla già in navigazione partita da Barcellona, ho assistito a un filmato che mi ha sconcertato anche se non del tutto sorpreso. Alcuni brevi fotogrammi mostravano una persona in piedi sul ponte di una delle imbarcazioni, vestita di nero, con il viso totalmente nascosto in un passamontagna nero che osservava i partenti. Mi chiedo chi fosse costui e che cosa facesse su quella imbarcazione in una divisa che, pur senza scritte o insegne, richiamava ai tagliagole dell’ISIS. Perchè occultarsi in quel modo?
Le paludamenta di costui e sopratutto il passamontagna di foggia identica a quelli usati dai terroristi di Hamas di colore verde quelli, mentre questo del misterioso personaggio era nero, unite alla fugace apparizione del soggetto nei brevi fotogrammi, inducono ai più tetri pensieri e sospetti. Cosa aveva da nascondere e cosa occultava quella barca nella sua stiva ? Era costui un criminale nostrano in fuga oppure, più propriamente, un terrorista dell’ISIS o di HAMAS ? L’ipotesi Hamas parrebbe la più convincente se si considera la genesi politica della FLOTILLA GLOBAL SUMUND nella quale, non si sa bene in quale forma, sono comparsi personaggi legati o affiliati ad Hamas. Si può quindi immaginare che il personaggio fosse stato assoldato per progettare ed eseguire operazioni illecite ai danni della Flotilla in modo da gettare sospetti su azioni violente di Israele.
Il misterioso ipotetico drone che si è abbattuto su una barca della Flotilla in acque tunisine provocando danni se pur non gravi, ivi piovuto dal cielo notturno non si sa da dove e pilotato da chi, è forse teso a indurre nel pubblico beota il sospetto di un’azione ostile di Israele così che poi in un crescendo di atti intimidatori costruiti ad arte lo si possa ulteriormente screditare e criminalizzare ? Se questa ipotesi fosse verosimile si potrebbe allora dedurre che il fantomatico drone fosse pilotato da qualcuno su una compiacente barca amica. “ A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca” avrebbe detto Giulio Andreotti. Il tenebroso personaggio intravisto ieri su una barca del gruppo dei partenti da Siracusa potrebbe diventare il regista e l’autore “ in fieri “di prossimi e più gravi attentati.
Se queste ipotesi fossero minimamente accreditate sarebbe compito improcrastinabile della Polizia Italiana su una nave della Marina Militare Italiana ( perché italiana è la barca del sospettato) procedere all’inseguimento, al fermo ed alla perquisizione del natante veleggiante alla volta di Israele in accompagnamento (omertoso?) dell’allegra masnada della Flotilla. Tutto questo prima che accadano fatti dalle conseguenze inimmaginabili: “facit experientia cautos”.
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