a GIORGIA MELONI
Madrigale d’estasi
Non veste solenni gramaglie gemmate
non regge turrite corone dorate,
nel vento e nel sole, alto il sacro vessillo
brandeggia dell’Inno all’Italico squillo.
D’antiche memorie, d’ataviche gesta
traluce nel volto l’Italia ridesta:
di Cicero e Scipio ha il cuore e la voce,
sul petto lampeggia di Cristo la croce.
Dei martiri nostri nel sangue disciolto
tra i bombiti ardenti d’un mondo sconvolto,
le foibe precipiti in antri d’averno
riscatta nel sole e nel memore eterno.
É madre cristiana con l’intimo orgoglio
che Dante commise all’angelico Soglio:
e l’Italica Stirpe si specchia e si forgia
negli occhi cerulei sereni di Giorgia.
Luigi Cesareni
24 aprile 2026