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Mercantini: "UN PENSIERO A VENEZIA" - Cesareni LuigiCesareni Luigi

Mercantini: “UN PENSIERO A VENEZIA”

La poesia del Mercantini ci offre in versi la rappresentazione oleografica di una Venezia notturna soffusa di romantica avvincente malinconia, nell’attesa del giorno del risveglio nella fierezza della libertá da tanto agognata. Sotto un cielo stellato, il pallido chiarore della luna si diffonde rivelando, per chi la guarda dal mare, come sospesa sull’acqua la cittá dalle agili forme che il moto marino sembra ondulare, quasi fosse ombra che il sole al tramonto ha disegnato con gli ultimi riflessi dei policromi cristalli e delle cornici dorate. Ma in tanta struggente bellezza è contrasto il silenzio irreale: non canzoni d’amore lungo i canali, accompagnate al lieve ritmare dei remi, non dai ponti o dalla riva marina provengono suoni di flauti o di violini. La notte è deserta: il sospettoso tirannico invasore preclude il sospiro d’amore che le notti complici infondono al sogno giovanile. Quietamente dormi, oggi, oh Venezia, ma il tuo silenzio sia nella rabbiosa attesa del ruggito del tuo leone che domani ti desterá per liberarti dall’oppressore.

UN PENSIERO A VENEZIA

All’ adriaca laguna lo stellato
cielo s’inarca, e su l’un punto estremo
in fra l’etere e l’onda errano i primi
timidi raggi della tarda luna.
Come sospesa in mezzo ai tersi azzurri
co’ suoi mille palagi e le sottili
guglie e le torri, a chi dal mar la guarda,
va ondulando Venezia, e si dirìa
quella esser l’ombra che di sè lasciato
ha nell’ ora che il sol rapìa fuggendo
con gli alabastri, coi cristalli e gli ori
la Venezia del giorno. Alcuna dolce
canzon d’amore su pei queti e bruni
canali non sorvola accompagnata
dal ricader dei remi: né dai ponti
o lunghesso le rive affettuosi
gemon flauti e liuti, o di solinga
arpa le corde. Anche il sospir notturno
di giovinetto amante a questi alteri
nostri tiranni fa spavento. Oh! dormi,
taciturna Venezia ! al nuovo giorno
del tuo lion ti sveglierà il ruggito !

                                                                                     Luigi Mercantini

                                                                                        Torino 1853

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