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Mercantini: " CORCIRA " - Cesareni LuigiCesareni Luigi

Mercantini: ” CORCIRA “

CORCIRA

Il Poeta, avendo aderito alla Repubblica Romana e partecipato attivamente alla difesa di Ancona assediata dagli austriaci, una volta caduta la cittá, per sfuggire alla rappresaglia austriaca riparò esule a Corfú ( Corcira, in greco Kérkyra ) ivi sbarcando il il 2 Luglio 1849. A poco piú di un mese dall’arrivo, commosso e addolorato, volge il pensiero alla sua Italia nell’illusoria speranza che la bella terra che vede sia il bel giardino della sua Patria. L’illusione s’infrange all’urto della realtà: non vede e non puó riconoscere in quei luoghi l’immagine della sua terra lontana, e neppure puó vedere, ma solo immaginare, le mobili schiere dei giovani insorti che tra canti di guerra e lo sventolio del tricolore affrontano la morte. Illusione crudele che gli mostra come simili a quelle che vede siano le campagne, gli uliveti, i vigneti, i fiori d’Italia, e il mare e il sole che ovunque spande la sua luce di vita. Vorrebbe avere notizie dal sole sui pianti e i lutti che affliggono la sua amata Patria mentre egli, con tanti altri esuli,  puó solo trovare conforto al pensiero che, di fronte a tanto sacrificio di vite nessuno possa mai dire “ l’Italia è morta ! “.

 

CORCIRA

Da questo colle adorno,
dove tacendo e sospirando io seggo,
su per l’isola bella intorno intorno
movo cupido il guardo;
tentando in me d’imaginar che sia
questo il giardino dell’Italia mia.

Illusion soave !
Ma le note sembianze io qui non veggo,
qui non veggo le schiere
degl’infiammati giovani che a morte
corron per la dolente itala terra;
non veggo le bandiere
coi tre santi colori;
qui gli usati non odo inni di guerra,
non odo il suon dell’ armi…
Oh illusion crudele !
E pur così d’Italia mia ridenti
son le campagne, e lieti
così i poggi d’ulivi e di vigneti,
così vaghi in Italia apronsi i fiori,
così l’acque del mar chiare e lucenti,
e così nascer suole,
consolator di sua gran luce, il sole !

Oh dimmi, o caro sol, che tutto vedi,
dimmi: quanto in Italia ora si piange? ..
Noi raminghi, esulanti
per queste amiche sedi,
solo un pensier conforta;
non si dirà più mai – l’Italia è morta ! –

                                                                                                       LuigiMercantini

                                                                                                       (Corfú, agosto 1849)

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