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L'ITALIA S'É DESTA - Cesareni LuigiCesareni Luigi

L’ITALIA S’É DESTA

Le recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo hanno determinato, in Italia, una rivoluzione nell’assetto delle componenti politiche e partitiche sia nel Parlamento che nel Governo, con la sperata ed attesa grande affermazione delle cosí dette “forze di destra”, Lega,  Fratelli d’IItalia, Forza Italia. L’abissale crollo del Movimento Cinque Stelle è stato l’epilogo della politica del non fare e dell’improvvisazione avventurosa di chi ignora, infarcito di ideologie neo-comuniste e di immobilismo ideologico. Contro i temuti vincenti, tra giornali e televisioni è sorta una gara a chi piú li sapesse screditare e demonizzare e, a risultati acclarati, sono apparse fosche titolazioni di articoli giornalistici che presagivano oscuri orizzonti per l’italianitá intera. La faziosità becera dei supporter del neo-comunismo e del correlato europeismo preclude loro la possibilità di valutare quanto di disumanizzante, immorale, vessatorio, sia ìnsito negli ideologismi e nelle direttive dell’Unione Europea cosí come ora concepita.

La fortuna ( o Dio per i credenti ) ha peró posto a baluardo di costoro, personaggi chiarissimi come Matteo Salvini e Giorgia Meloni propositivi per Un’Unione Europea potenzialmente ridisegnata contribuendo allo sgretolarsi del suo Soviet di burocrati insensibili ed insipienti che non solo ha penalizzato gli Stati (l’Italia in primis) ad esclusivo vantaggio di Germania e Francia, ma che anche ha proposto e talvolta imposto agli stati membri politiche sociali opposte e contrarie alle loro specifiche identità storiche e culturali: mi riferisco all’anticristianitá palese e diffusa con l’apertura incondizionata all’Islam, allo sdoganamento delle unioni civili omosessuali e al matrimonio omosex, all’assasinio prenatale mediante l’aborto, al supporto alle istanze delle lobbies LGBT, alla divulgazione dell’ideologia gender nelle scuole, alla stessa Carta Europea dei Diritti dell’Uomo per molti suoi aspetti acrasiaca.

Solo un’ Europa riformulata come alleanza di stati sovrani confederati, ognuno dei quali sia fiero di tramandare alle future generazioni i propri valori identitari giudaico-cristiani, la propria storia e la propria millenaria cultura nel reciproco rispetto, puó evitare l’odierna Babele socio-politica e la decadenza dei valori etici e morali che incombono. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno avviato questo processo che non solo deve essere politico e sociale, ma anche culturale e morale ricostruendo la dignità della scuola nel rispetto,  nella formazione dei giovani, nell’amore per la “terra del padre”: la Patria. Esemplare Matteo Salvini nella proposizione del rosario e del Crocifisso che al di lá di fede e ateismo attestano l’orgoglio delle proprie radici giudaico-cristiane e storiche e che come tali non recano offesa ad alcuno, se non ai negazionisti ed oscurantisti che in un’Unione Europea  infarcita di marxismo-leninismo mestano per l’affermazione del pensiero unico, prodromico al nuovo ordine mondiale, antidemocratico totalitario e liberticida, prosecutore dell’ ideologia  piú ortodossa e giacobina dei fondatori del comunismo. Sarebbe il ritorno a un’epoca di miseria, di svilimento e di morte.

Salvini non ha strumentalizzato il Crocifisso a fini politici ma ha solo manifestato la propria fede chiamando la testimonianza di Dio all’onestá delle sue intenzioni ed alla sua determinazione nel sostenere l’dentitá storia ed antropica degli italiani. Al contrario Vaticano e vescovi hanno strumentalizzato la religione e Dio attaccando con violenza e protervia Salvini , come persona ed anche come istituzione, con questo replicando le infinite provocazioni ed ingerenze indebite del Vaticano ( stato estero ) e della Chiesa in genere nella politica di uno stato sovrano. Il Vaticano ed il suo capobastone, Bergoglio Papa, da tempo inducono al sospetto di politiche revansciste e restauratrici del potere temporale del Papa re, come al tempo di Pio IX ( al secolo Giovanni Maia Mastai Ferretti,1846-1878 ) che peró la lungimiranza dei promulgatori delle “leggi eversive” ( Legge Siccardi – legge Rattazzi – legge delle Guarentigie 1861 )  stroncò definitivamente  privando il Papa re di ogni potere temporale e di molte altre prerogative fino agli sciagurati Patti Lateranensi (1929) che riconsegnavano alla Chiesa gran parte del potere temporale a suo tempo sottratto. Nel 1984 a Villa Madama a Roma è stato firmato un nuoco Concordato con il  quale si stabilivano norme economico-finanziarie a vantaggio del clero cattolico (otto per mille) ed altre inalienabili prerogative istituzionali. Ma tutto questo non basta perché i tentacoli della piovra Vaticana si insinuano sempre ovunque, nel modo subdolo ed ipocrita tipico della scuola gesuitica il cui capo, il Papa Nero, oggi ritroviamo rimpannucciato di bianco con il nome di Francesco che disdegnando i poveri d’Italia e gli ultimi, con la sua monotematica predicazione neo-comunista pro immigrati invasori caldeggia il meticciamento, il sincretismo religioso con l’Islam, l’impoverimento culturale  e l’immiserimento generale. Bisognerebbe ridimensionare il potere della Chiesa riaffermando le “ leggi eversive” o, quantomeno, la legge  delle Guarentigie.

Il risveglio degli italiani, purtroppo parziale data la persistente elevata assenza alle urne, evidenzia due grandi categorie di renitenti al voto: i cretini e gli imbecilli. Alla categoria dei cretini appartengono coloro che dicono: “non vado a votare perché nulla cambierà mai dato che i partiti sono tutti uguali ed i politici sono tutti corrotti”. Alla categoria degli imbecilli appartengono coloro che rinunciano al voto preferendo la gita fuori porta o altre amenità ricreative, affermando che l’andare a votare è del tutto inutile: perché il loro illuminato parere rimarrà sempre inascoltato. Ambedue sono facili prede e vittime giulive del globalismo ateo e del neo-comunismo liberticida, ma anche della filosofia della “decrescita felice” del Movimento Cinquestelle.

Nonostante tutta la zavorra fin qui elencata, la parte migliore degli italiani ha dato un responso ben preciso sull’Europa e sulla politica nazionale chiedendo quel cambio di percorso che una bella Signora, Giorgia Meloni, bella nell’aspetto ma ancor piú nell’anima, annosamente pervicacemente propugna. La sua  serietà e coerenza politica è stata giustamente premiata dal voto degli italiani responsabili: i patrioti, come li definisce la bella Signora. È lecito quindi sperare che una ferrea alleanza tra Lega e Fratelli d’Italia, al netto dell’ondivago presidente di Forza Italia, riporti la nostra Patria ai seggi piú alti nel consesso delle nazioni e le ridoni quella onorabilità che gli “illuminati” progressisti democratici ed i nullafacenti e moltoinsipienti grillini le hanno corroso.

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