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GLI ALFIERI DEL MALE - Cesareni LuigiCesareni Luigi

GLI ALFIERI DEL MALE

Da un articolo su “ IL GIORNALE “ del 6 Marzo a firma di Gian Micalessin apprendiamo con disgusto, ma senza stupore, che l’invasione dei nuovi barbari africani in Italia ed in Europa è largamente finanziata dal magnate americano George Soros,  noto speculatore internazionale giá tristemente attivo fin dal 1992, quando con spregiudicate operazioni finanziarie che gli fruttarono guadagni miliardari mise in crisi la Banca d’Inghilterra costringendola a svalutare la sterlina e l’Italia che fu costretta a svalutare la lira. Costui, campione dei post-comunisti internazionali oggi denominati “democratici”  ma che di democratico, a disprezzo della semantica, nulla hanno a che vedere, è costantemente teso ad ordire trame per accrescere il suo potere: lo sospettammo con i finanziamenti ai contestatori del neo-eletto presidente Donald Trump, lo constatiamo per sua stessa ammissione con il finanziamento di 500 milioni di dollari per implementare l’arrivo dei migranti onde vanificare i giá blandi tentativi europei ad arginare l’immigrazione e per erodere sovranità alle nazioni europee. Italia in primis perché irrilevante nelle politica europea e pressoché suddita di Bruxelles e Germania. Le navi delle ONG  tutte battenti bandiera panamense per sfuggire ai controlli della polizia italiana e ai conseguenti adempimenti fiscali beneficiano delle elargizioni di Soros per i costi di navigazione ed operano sovente entro le acque territoriali libiche,  pronte all’intervento di soccorso e traghettamento dei barbari sulle nostre coste. A nulla vale che il codice del mare prescriva che eventuali “naufraghi” soccorsi entro le 12 miglia dalla costa devono essere riportati su quella terra: le 12 navi delle ONG, beffandosi di codici internazionali e della sovranità territoriale italiana, attraversano il Mediterraneo e li scaricano da noi.

L’invasione dei barbari tesa alla sostituzione etnica di un popolo con altro onde ottenere mano d’opera a basso costo per la competizione industriale-commerciale globalizzata, ricercata dall’alta finanza mondiale, cela l’ulteriore orrore permeante il progetto: l’avvento di un nuovo popolo privo di certezze identitarie, di storia e di cultura conquistate nei millenni, di dignità sociale permeata di diritti e doveri condivisi resi istintivi dal millenario rapportarsi, quindi assai piú facilmente dominabile ed indirizzabile secondo i voleri e gli interessi del grande capitale. Neppure molto si discosta dall’orrore l’avvento del meticciamento etnico-culturale perché prodromico a scontri sanguinosi tra usurpati e usurpatori, ma tutto questo non attiene al senso morale dei pianificatori dell’alta finanza globalizzata. Pianificatori, come Soros, che danno corpo e voce a quella sinistra europea (ma anche mondiale) che si autodefinisce  “democratica e progressista”  nella quale mistificazione ed ipocrisia spacciano azioni immorali e vessatorie come conquista sociale, comportamenti schiavisti come soccorso umanitario, il tutto per perseguire un proprio recondito (ma non troppo) scopo: il POTERE.  La carità pelosa di George Soros paradossalmente richiama alla mente la SPECTRE ed il suo capo carismatico Stavro Blofeld detto Numero Uno e l’affiliata FIRCO (Fraternité Internationale de la Resistance Contre l’Oppression: associazione di beneficenza che dá rifugio ai profughi)  nella finzione cinematografica della saga di James Bond. Parallelismo forse fantasioso ma certamente sconvolgente.

La sinistra italiana lucra spudoratamente sull’accoglienza dei vandali, vuoi mantenendoli agiatamente nell’ozio a spese degli italiani ma cosí impinguando le cooperative rosse, vuoi favorendo il caporalato, vera espressione di schiavismo, che nella raccolta del pomodoro massacra moltitudini di ignoranti ed illusi migranti. Finge di ignorare che  esistono macchine (largamente usate nel settentrione d’Italia) ognuna delle quali, in  qualche ora fa il lavoro di raccolta di 100 uomini in un giorno. Ma alla sinistra italiana convengono gli schiavi e il caporalato e la mafia che la permea. Sinistra è sempre e comunque sinonimo di degenerazione sociale e politica, di decadenza morale e culturale. La sinistra internazionale dei Soros e degli Obama, delle grandi banche e dell’alta finanza, la sinistra europea dei Merkel, degli Hollande, degli Junker e degli affiliati di Bruxelles, (verrebbe da dire dei Prodi e dei Napolitano, ma costoro sono solo ottuse pedine a servizio) ma anche dei Bergoglio ed accoliti ferventi nell’acrasía dissacratoria del Cristo nell’apertura all’Islam, sta segnando la nuova era del dissolvimento e dello sconvolgimento delle certezze e dei valori culturali, morali, etici, ancorché antropici.

Ulteriore riprova, almeno per quanto concerne l’Italia, è il depauperamento nell’ordinamento scolastico,  della conoscenza della cultura umanistica classica e della storia e degli eventi che l’hanno modellata nei secoli, con il conseguente proporsi  di una pseudo- cultura post-bellica revisionista quando non addirittura negazionista di antichi valori ad opera della sinistra “progressista”. Troviamo altresì la follia della teoria Gender promossa nelle scuole di ogni ordine e grado, su indicazione di quel corrotto, laido, osceno UNAR direttamente dipendente dalla Presidenza del Consiglio, che  ossequioso ai turpi desiderata delle lobbies LGBT pretende negare le diversità di genere nell’intento di modellare bambini ed adolescenti alle esperienze di sodomiti, pederasti e lesbiche e vuole negare l’unicitá e la sacralità della famiglia tradizionale composta da un uomo e da una donna “ad gignendum “.  Ecco allora proporsi il mercimonio nella compravendita del bambino-giocattolo nato da utero in affitto per soddisfare il capriccio di  sodomiti e pederasti, giocattolo che all’occorrenza, una volta stanchi, lo si possa magari rivendere.

Assisteremo domani 8 Marzo, giornata internazionale della donna, a manifestazioni, spettacoli e sfilate che in molte cittá, organizzazioni di femministe tra le piú viscerali e giacobine proporranno esibendo il proprio corpo e le parti piú intime nell’intento di conclamare l’indipendenza e l’autodeterminazione della donna. Le oche giulive nemmeno s’avvedono che l’atto osceno, volgare ed immondo non fa che esporre e proporre la donna come oggetto ludico usa-e-getta; ma questo fa parte dell’essenza culturale del femminismo di sinistra.

L’Italia asservita ed appecoronata ai nefasti diktat della sinistra europea giá  ha come unica via di salvezza l’improcastinabile ITALEXIT sull’esempio illuminante della Brexit. Non rimane quindi che sperare  che un nuovo governo nato da libere e democratiche elezioni abroghi ed abiuri subitamente, costi quel che costi, ogni accordo con l’Unione Europea, iniziando col negare unilateralmente l’obolo annuale ad essa dovuto, per poi riappropriarsi dell’assoluta sovranità legislativa e monetaria e ristabilire la sacralità e l’inviolabilitá dei confini compromessi dagli accordi di Shengen. Sarebbe cosí possibile vietare a qualsiasi imbarcazione che trasporti migranti l’accesso alle acque territoriali italiane e, di conseguenza, sequestrare e confiscare quei navigli che approdassero nei nostri porti, reimbarcando senza indugio i barbari per l’immediato viaggio di ritorno. Cosí pure sarebbe possibile effettuare una capillare, se pur incruenta, pulizia etnica catturando ogni clandestino presente sul nostro territorio per riportarlo in prossimità delle acque territoriali libiche o per ricollocarlo nei paesi d’origine. Sarebbe anche possibile riaffermare la nostra identità storica e liberale, riproporre la nostra millenaria cultura nel rispetto delle nostre tradizioni e riaffermare la nostra sicurezza sociale chiudendo, “de iure”, i centri sociali dai quali defluisce il magma purulento dell’asocialitá anarchica, della violenza, del vandalismo, identificandone e schedandone i frequentatori.

Gli alfieri del male che agiscono indisturbati sotto il vessillo della sinistra internazionale devono essere fermati, a dispetto dei vecchi e dei nuovi comunisti che, sotto mentite spoglie, si ripropongono con nuove sigle e nuovi simboli con l’implicito “endorsement”  di Bergoglio Papa.

 

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